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sito del Comune di Giaglione in lingua Francoprovenzale
audioguide del Comune di Giaglione in lingua italiana e Francoprovenzale
il Comune di Giaglione e il Comune di Bramans sono legati territorialmente dal massiccio dell'Ambin: stanno quindi operando su progetti in comune per la sua valorizzazione.

FLORA

Il territorio di Giaglione è caratterizzato da una moltitudine di ambienti che vedono alle quote inferiori formazioni xerofile con roverella (Quercus pubescens), con la presenza del mandorlo (Amygdalus communis), di sporadici lecci (Quercus ilex) e ginepri mediterranei (Juniperus oxycedrus) che sfumano in castagneti un tempo coltivati per la produzione di Marroni di qualità.
La Val Clarea ospita estese faggete, che prediligono una discreta umidità atmosferica, nelle quali il faggio è accompagnato dall'agrifoglio (Ilex Aquifolim), dal tasso (Taxus baccata), da latifoglie mesofile quali frassino, ciliegio, acero e da arbusti di maggiociondolo, nocciolo e sorbo.
Alle quote superiori la faggeta lascia spazio al lariceto, con maestosi esemplari, capaci di produrre legname di qualità che nei secoli ha caratterizzato l'architettura locale.
Sul versante sinistro della Val Clarea è istituito un Sito di Interesse Comunitario (SIC) finalizzato alla tutela delle cenosi rupicole di tasso, che è specie piuttosto rara nei paesi europei, un tempo utilizzata per la fabbricazione di archi e pattini per le slitte da trasporto. Le foglie di questa pianta sono tossiche, tanto che il tasso è legato al duplice simbolismo degli inferi e dell'immortalità, grazie anche all'estrema sua longevità.

FAUNA

Il comune di Giaglione ospita la fauna tipica dell'ambiente alpino, tra cui spiccano gli ungulati selvatici tra cui il camoscio ed il cinghiale, da sempre presenti in Valle, lo stambecco, reintrodotto con grande successo negli anni '80, quindi cervi e caprioli che popolano prevalentemente gli ambienti forestali.
Tra i mammiferi di minori dimensioni si ricordano la volpe, il tasso e la faina, che si avvicinano anche ai centri abitati, mentre nelle praterie alpine si possono osservare la lepre variabile e la marmotta.
L'avifauna vede una particolare abbondanza di rapaci, tra cui il gufo reale, la civetta, la poiana, l'aquila e il passaggio del biancone e del gipeto; i lariceti ospitano il gallo forcello, mentre nelle praterie alpine si può osservare la pernice bianca; risultano infine degni di nota alcune specie di chirotteri (pipistrelli), accanto a numerosissime specie di uccelli più o meno comuni.
Le acque correnti ed i laghi sono da sempre popolati dalla trota fario, indigena degli ambienti alpini.
Nell'ultimo decennio è stato segnalato il ritorno del lupo, attratto da ambienti ancora poco antropizzati e dalla grande disponibilità di prede; tuttavia sui versanti della Val Cenischia non forma ancora branchi stabili.

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